Toscana, Cpr e certificati medici: confronto in Consiglio
23/09/2026
Due interrogazioni sui Centri di permanenza per il rimpatrio e sulle certificazioni mediche di inidoneità al trattenimento sono state discusse nell’Aula del Consiglio regionale della Toscana. A presentarle sono stati i gruppi di Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno chiesto chiarimenti alla Giunta dopo gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsificati. A rispondere è stata l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni, che ha riferito sulla collaborazione delle aziende sanitarie con l’autorità giudiziaria e sulla situazione delle procedure adottate sul territorio.
Le richieste di Fratelli d’Italia e Forza Italia
Le interrogazioni hanno preso spunto dall’indagine coordinata dalla Procura di Ravenna su un presunto sistema di certificazioni mediche false che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state utilizzate per impedire il trasferimento o il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Cpr. Nel medesimo filone investigativo sono state segnalate perquisizioni riguardanti alcuni medici operanti a Firenze e Livorno.
I consiglieri hanno chiesto alla Regione un quadro delle certificazioni di inidoneità rilasciate nel 2025 e nel 2026, suddivise tra strutture sanitarie e pronto soccorso, oltre a informazioni sullo stato dei protocolli tra Prefetture e aziende sanitarie toscane.
Tra i temi posti all’esecutivo regionale figurano anche la possibilità di adottare procedure omogenee per le valutazioni sanitarie precedenti all’ingresso nei Cpr e l’eventuale attivazione di verifiche in raccordo con l’autorità giudiziaria e con il Ministero dell’Interno.
Monni: aziende sanitarie disponibili a collaborare
L’assessora Monia Monni ha spiegato che la Giunta è a conoscenza delle segnalazioni e del procedimento giudiziario e che le aziende sanitarie hanno garantito la propria collaborazione alla magistratura. Ha inoltre rilevato che i dati relativi alle certificazioni non risultano organizzati in maniera uniforme sull’intero territorio regionale e ha richiamato i limiti delle competenze attribuite alla Regione sulla vicenda giudiziaria.
Nel corso della risposta sono stati illustrati anche elementi relativi alle percentuali di persone giudicate idonee o non idonee al trattenimento e allo stato di sottoscrizione dei protocolli. Monni ha difeso il principio secondo cui la valutazione sanitaria compete al medico, chiamato ad assumersi la responsabilità professionale della certificazione sulla base delle condizioni di salute riscontrate.
L’assessora ha quindi invitato a distinguere il lavoro dell’autorità giudiziaria dalla valutazione clinica svolta dai professionisti sanitari, ribadendo la necessità di rispettare sia le norme sia l’autonomia e le responsabilità proprie della professione medica.
Il confronto politico sui controlli e sulle procedure
Diego Petrucci, primo firmatario dell’interrogazione di Fratelli d’Italia, ha contestato la risposta della Giunta chiedendo maggiori controlli sul rispetto delle procedure e sostenendo la necessità di rendere effettivi i provvedimenti disposti nei confronti degli stranieri irregolari quando sussistono i requisiti previsti dalla legge.
Marco Stella, primo firmatario dell’interrogazione di Forza Italia, ha concentrato il proprio intervento sul numero delle dichiarazioni di inidoneità e ha chiesto regole e verifiche più rigorose. Nel suo intervento ha inoltre ribadito la posizione favorevole alla realizzazione di un Cpr in Toscana, indicando Sesto Fiorentino come possibile sede.
Il confronto resta legato anche agli sviluppi dell’indagine giudiziaria. Le ipotesi relative alla falsificazione delle certificazioni sono oggetto degli accertamenti della magistratura e non costituiscono, allo stato degli elementi riportati nel dibattito consiliare, un accertamento definitivo di responsabilità a carico dei professionisti coinvolti.
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