Social freezing in Toscana, contributi fino a 3mila euro
24/09/2026
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la legge sulla preservazione della fertilità per fini sociali, introducendo un contributo economico fino a 3mila euro per le donne che scelgono di ricorrere alla crioconservazione degli ovociti. Il provvedimento ha ottenuto 22 voti favorevoli da Avs, Casa riformista, Movimento 5 Stelle e Partito democratico, mentre 12 consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro. La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi si è astenuta; Irene Galletti del Movimento 5 Stelle non ha partecipato alla votazione.
Contributo fino a 3mila euro e Isee entro 30mila
La misura riguarda le donne tra i 25 e i 39 anni residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee familiare non superiore a 30mila euro. Il contributo potrà essere concesso una sola volta e avrà un valore massimo di 3mila euro. L’erogazione sarà affidata alle aziende sanitarie locali, chiamate a pubblicare specifici bandi per raccogliere e valutare le domande.
La graduatoria terrà conto innanzitutto della condizione economica: avranno priorità le richiedenti con l’Isee più basso e, in caso di parità, sarà favorita la donna con maggiore età anagrafica. Per finanziare l’intervento sono previsti 50mila euro nel 2026 e 250mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. La norma comprende inoltre una clausola valutativa, destinata a consentire il monitoraggio della sua applicazione e dei risultati ottenuti.
Il confronto politico tra accesso alla procedura e priorità sanitarie
L’approvazione è arrivata dopo un confronto articolato tra i gruppi consiliari. Andrea Vannucci, presidente della commissione Sanità e primo firmatario della proposta, ha indicato nell’equità di accesso alla procedura uno degli obiettivi principali della legge. Lorenzo Falchi di Avs ha sostenuto che il provvedimento offre una possibilità concreta alle persone che incontrano maggiori difficoltà economiche, mentre Federico Eligi di Casa riformista ha invitato a leggere la misura come l’avvio di un percorso da verificare e sviluppare nel tempo.
Dal fronte contrario sono arrivate valutazioni differenti. Chiara La Porta di Fratelli d’Italia ha contestato l’impostazione della legge e ha richiamato l’esigenza di rafforzare prevenzione e informazione sulla fertilità. Marco Stella di Forza Italia ha espresso contrarietà all’utilizzo di risorse pubbliche per una procedura legata a una scelta personale. Altri esponenti di FdI hanno chiesto modifiche alla disciplina, comprese variazioni sui limiti di età e sulle modalità di conservazione degli ovociti; gli emendamenti presentati dal gruppo sono stati respinti.
Stefania Saccardi ha motivato la propria astensione soprattutto con considerazioni relative all’organizzazione sanitaria e alla disponibilità delle risorse. La presidente ha posto il tema del numero di trattamenti finanziabili e dell’impatto della misura su un sistema sanitario alle prese con carenze di personale, distinguendo il social freezing dalle procedure di preservazione della fertilità legate a problemi di salute.
Via libera unanime al programma di informazione sulla fertilità
Su un punto l’Aula ha invece trovato l’unanimità. Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno illustrato da Luca Minucci di Fratelli d’Italia che impegna presidente e Giunta a promuovere un programma regionale dedicato all’informazione sulla fertilità e sulla salute riproduttiva.
Il programma dovrà essere realizzato attraverso le aziende sanitarie locali, utilizzando anche le attività dei consultori e gli interventi di educazione alla salute previsti dalla programmazione regionale. La Giunta dovrà definirne con un apposito atto le modalità di applicazione, garantendo criteri omogenei sul territorio toscano. È prevista inoltre una relazione annuale al Consiglio regionale sui livelli di partecipazione e sulle attività realizzate.
Il provvedimento approvato il 23 settembre 2026 arriva dopo il passaggio in commissione Sanità del 16 settembre, quando la proposta aveva ottenuto il via libera per approdare in Aula. La disciplina introduce così un sostegno regionale alla crioconservazione degli ovociti per finalità sociali, affidando alle Asl la gestione operativa delle risorse e delle successive procedure di accesso.
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