Carceri di Pisa e Livorno sovraffollate: 653 detenuti, organici carenti
09/10/2026
Le carceri di Pisa e Livorno ospitano complessivamente 653 detenuti, a fronte di una capienza effettiva ridotta dalla presenza di numerosi posti inagibili. È quanto emerge dai sopralluoghi effettuati dal Garante regionale dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che ha verificato le condizioni degli istituti penitenziari, le criticità strutturali e le difficoltà operative del personale. A Pisa, dove si è verificata una recente rivolta, sono presenti 300 detenuti a fronte di 185 posti effettivamente utilizzabili. A Livorno, invece, i 353 reclusi devono fare i conti con spazi insufficienti, edifici deteriorati e carenze negli organici della Polizia penitenziaria e del personale amministrativo.
Carcere di Pisa, 300 detenuti e sovraffollamento al 162%
La situazione più delicata riguarda la Casa circondariale di Pisa, dove il Garante si è recato con urgenza dopo la rivolta scoppiata all'interno dell'istituto.
Durante il sopralluogo, Fanfani ha incontrato alcuni detenuti coinvolti nella protesta per raccogliere informazioni sulle ragioni della mobilitazione e verificare direttamente le condizioni dei reparti.
La struttura dispone di una capienza regolamentare di 195 posti, dei quali 10 attualmente inagibili. I detenuti presenti sono 300, di cui 174 cittadini stranieri, pari al 58% della popolazione carceraria.
Rapportando le presenze ai posti effettivamente disponibili, il tasso di sovraffollamento raggiunge il 162%, una condizione che, secondo il Garante, si trascina da diversi mesi.
Le criticità sono state aggravate dai recenti trasferimenti di persone detenute provenienti dal carcere fiorentino di Sollicciano, che hanno ulteriormente aumentato la pressione sugli spazi disponibili.
La situazione varia tra i diversi reparti. La sezione femminile, che ospita 33 donne, presenta condizioni migliori grazie ai lavori di ristrutturazione effettuati tra il 2018 e il 2019. Le maggiori difficoltà riguardano invece il settore maschile.
Cimici, topi e servizi igienici inadeguati: le criticità segnalate a Pisa
Durante la visita, il Garante ha raccolto testimonianze sulle condizioni igienico-sanitarie delle celle, con particolare riferimento alla presenza di infestazioni.
“Tutti i detenuti hanno parlato della presenza di cimici e topi nelle celle”, ha dichiarato Fanfani, riferendo di aver osservato anche un detenuto con numerose morsicature sul corpo.
Ulteriori problemi sono stati riscontrati nella sezione sanitaria, denominata Servizio Assistenza Intensiva, dove il sovraffollamento interessa anche stanze con cinque posti letto.
Nel settore maschile, le condizioni più difficili sono state segnalate nella sezione ex articolo 32, nelle celle di isolamento e negli ambienti destinati ai detenuti in regime di semilibertà.
In alcune celle, secondo quanto rilevato durante il sopralluogo, i servizi igienici alla turca si trovano nello stesso ambiente abitativo, senza una parete divisoria che garantisca un'adeguata separazione.
Il Garante ha collegato queste condizioni al clima di tensione presente nell'istituto, indicando nel sovraffollamento e nella manutenzione insufficiente alcuni dei principali problemi da affrontare.
Polizia penitenziaria a Pisa, mancano 37 agenti rispetto all'organico
Alle difficoltà strutturali si aggiungono quelle relative alla disponibilità di personale.
La Casa circondariale di Pisa dispone di 182 unità di Polizia penitenziaria rispetto alle 219 previste dalla dotazione organica, con una carenza di 37 agenti.
La riduzione del personale disponibile incide sull'organizzazione quotidiana dei servizi, in un contesto caratterizzato da un elevato numero di detenuti e dalla necessità di garantire sorveglianza e sicurezza nei diversi reparti.
Secondo i dati raccolti dal Garante, gli organici del settore educativo e di quello amministrativo risultano invece sostanzialmente completi.
Fanfani ha evidenziato la necessità di intervenire sia sul numero degli operatori penitenziari sia sulla gestione dei trasferimenti tra istituti, per evitare un ulteriore aggravamento delle condizioni di sovraffollamento.
Carcere di Livorno, 353 detenuti e 151 posti inagibili
Il sopralluogo alla Casa circondariale di Livorno ha evidenziato problematiche analoghe, legate alla disponibilità degli spazi e alle condizioni degli edifici.
L'istituto presenta una capienza teorica di 428 posti, ma 151 risultano inagibili. La disponibilità effettiva scende quindi a 277 posti, mentre le persone attualmente detenute sono 353.
Tra queste figurano 139 cittadini stranieri, pari al 39,7% della popolazione carceraria.
Il tasso medio di sovraffollamento raggiunge il 127%, con una concentrazione particolarmente significativa nelle sezioni di media sicurezza.
Secondo quanto riferito dal Garante, anche Livorno ha ricevuto detenuti trasferiti da Sollicciano. I nuovi ingressi hanno rapidamente assorbito la disponibilità di posti creata attraverso i recenti interventi edilizi.
Fanfani ha espresso inoltre preoccupazione per la prospettiva di un eventuale ulteriore aumento della popolazione detenuta di 200 persone, una possibilità che aggraverebbe le difficoltà già riscontrate.
Livorno, nuove sezioni senza spazi comuni per i detenuti
Il carcere livornese è stato interessato da un programma di ristrutturazione che ha riguardato due sezioni, accompagnato dalla chiusura della vecchia area di media sicurezza, giudicata ormai in condizioni di grave deterioramento.
Una delle nuove sezioni è già operativa, ma risulta sovraffollata. La seconda è invece in fase di apertura.
Il Garante ha segnalato una criticità specifica nella progettazione delle strutture: l'assenza di locali comuni destinati alle attività collettive e alla socialità.
Secondo Fanfani, questa mancanza rappresenta un limite significativo per l'organizzazione dei percorsi rieducativi e delle attività condivise all'interno dell'istituto.
Durante il sopralluogo sono state rilevate anche condizioni di deterioramento in diverse aree non interessate dai lavori di riqualificazione.
Tra gli spazi segnalati figurano l'ex teatro, chiuso da sedici anni, le vecchie cucine e alcuni corridoi transennati o sostenuti da puntellamenti.
Il Garante ha osservato che il progetto edilizio attualmente previsto non comprende il recupero di queste aree, che potrebbero rappresentare spazi aggiuntivi per le attività interne.
Particolarmente difficili risultano inoltre le condizioni del reparto destinato ai detenuti ammessi al lavoro esterno ai sensi dell'articolo 21 e alle persone in semilibertà, dove sono state segnalate celle occupate da sei persone.
Organici carenti anche a Livorno: 45 agenti e 13 amministrativi in meno
Le verifiche hanno evidenziato carenze di personale anche nella Casa circondariale livornese.
La dotazione prevista per la Polizia penitenziaria è di 301 unità, mentre quelle presenti sono 256, con una differenza di 45 agenti.
La situazione riguarda anche il settore amministrativo, dove lavorano 22 persone rispetto alle 35 previste, con una carenza di 13 unità.
L'area educativa presenta invece una copertura quasi completa della dotazione organica, con otto operatori presenti su nove previsti.
Il Garante ha richiamato l'attenzione sulle conseguenze che la mancanza di personale può produrre nell'organizzazione dei servizi e nella gestione quotidiana di strutture già interessate da un elevato numero di presenze.
Fanfani: «La situazione penitenziaria è arrivata a un punto di rottura»
Al termine delle visite, il Garante regionale Giuseppe Fanfani ha espresso forte preoccupazione per le condizioni riscontrate nei due istituti.
“I sopralluoghi a Pisa e Livorno confermano quanto la situazione penitenziaria regionale sia arrivata a un punto di rottura”, ha dichiarato.
Secondo Fanfani, la rivolta di Pisa rappresenta un segnale del disagio legato alle condizioni di detenzione, aggravate dall'affollamento degli spazi e dalle carenze strutturali.
Il Garante ha sottolineato che anche i recenti lavori di ristrutturazione di Livorno presentano limiti, soprattutto per l'assenza di ambienti destinati alle attività collettive.
La richiesta riguarda un adeguamento degli organici della Polizia penitenziaria e una revisione della gestione dei trasferimenti tra istituti, con l'obiettivo di tutelare contemporaneamente le condizioni di vita dei detenuti e la sicurezza del personale.
“Senza un adeguamento reale degli organici di polizia e un ripensamento della gestione dei flussi tra gli istituti, la tenuta dei diritti fondamentali e della sicurezza negli istituti toscani resta drammaticamente a rischio”, ha affermato Fanfani.
Ai sopralluoghi anche i Garanti comunali e i consiglieri regionali
Le visite istituzionali hanno coinvolto rappresentanti regionali e locali impegnati nella tutela dei diritti delle persone detenute.
Al sopralluogo nella Casa circondariale di Pisa hanno partecipato, insieme a Fanfani, la Garante comunale Valentina Abu Awwad e i consiglieri regionali Antonio Mazzeo e Federico Eligi.
A Livorno erano presenti il Garante comunale Marco Solimano e i consiglieri regionali Diletta Fallani e Alessandro Franchi.
Le verifiche hanno consentito di raccogliere dati aggiornati sulla capienza effettiva degli istituti, sulle condizioni delle sezioni detentive e sugli organici disponibili.
Il quadro tracciato dal Garante evidenzia complessivamente 105 posti in meno rispetto ai detenuti presenti a Pisa e 76 a Livorno, considerando esclusivamente la capienza effettivamente utilizzabile dei due istituti.
Le criticità segnalate riguardano quindi sia la gestione immediata del sovraffollamento sia le condizioni strutturali e organizzative necessarie per garantire il funzionamento delle strutture penitenziarie toscane.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.