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Toscana, Rendiconto 2025 approvato: investimenti oltre un miliardo

29/07/2026

Toscana, Rendiconto 2025 approvato: investimenti oltre un miliardo

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il Rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2025 con 24 voti favorevoli e 14 contrari. A sostenere il provvedimento sono stati Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle; contrari Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale. Il documento registra un saldo finanziario positivo di 1 miliardo e 318,82 milioni di euro, investimenti superiori al miliardo e un disavanzo di amministrazione pari a 315,33 milioni.

Disavanzo ridotto di oltre 2,5 miliardi

Illustrando il Rendiconto, il vicepresidente della commissione Controllo Alessandro Franchi ha evidenziato la progressiva riduzione del disavanzo storico regionale. La differenza tra il saldo finanziario positivo e l’avanzo vincolato, pari a 1 miliardo e 634,15 milioni di euro, determina contabilmente un disavanzo di 315,33 milioni.

Secondo Franchi, il dato deve essere confrontato con quello registrato poco più di otto esercizi fa: nel periodo considerato la Regione avrebbe riassorbito oltre 2,5 miliardi di euro di squilibrio accumulato, rispettando i vincoli contabili e mantenendo gli equilibri finanziari.

La spesa corrente continua a rappresentare circa il 90% del totale, ma cresce la quota destinata agli investimenti in conto capitale. Nel 2025 ha raggiunto l’8,29%, superando un miliardo di euro di impegni e aumentando di 227 milioni rispetto all’esercizio precedente.

Le risorse sono destinate a infrastrutture, patrimonio pubblico, mobilità, sicurezza del territorio, innovazione e sostegno alle attività produttive. Per la maggioranza, l’aumento dimostra la volontà di accompagnare lo sviluppo regionale e finanziare opere che Comuni e territori non riuscirebbero a sostenere con le sole disponibilità locali.

Debito regionale a 2,08 miliardi di euro

Al 31 dicembre 2025, l’indebitamento complessivo della Toscana ammontava a 2 miliardi e 80 milioni di euro. Circa 2 miliardi e 73 milioni sono sostenuti direttamente dal bilancio regionale.

Il debito pro capite è pari a 556,86 euro per residente, mentre il rapporto tra indebitamento e prodotto interno lordo regionale si attesta all’1,44%. Per Franchi, questi indicatori confermano la sostenibilità della posizione finanziaria della Regione.

Le opposizioni hanno però chiesto di valutare la destinazione concreta delle somme ottenute attraverso il ricorso al debito. Jacopo Cellai di Fratelli d’Italia ha osservato che il controllo dell’indebitamento non può essere separato dalla qualità degli interventi finanziati, chiedendo se le risorse siano state impiegate per opere capaci di generare crescita, occupazione e miglioramenti infrastrutturali oppure per sostenere il funzionamento ordinario dell’amministrazione.

Cellai ha inoltre richiamato la riduzione della liquidità disponibile e le osservazioni contenute nel giudizio di parifica della Corte dei Conti. Serena Bulleri ha contestato il livello raggiunto dal debito, lo stato di avanzamento dei progetti Pnrr e alcuni aspetti della gestione sanitaria.

Scontro sui finanziamenti alla sanità e ad Arpat

Una parte rilevante della discussione ha riguardato l’utilizzo delle risorse sanitarie regionali. Diego Petrucci di Fratelli d’Italia ha sostenuto che somme destinate alla sanità pubblica sarebbero state impiegate per finanziare Arpat, chiedendo di destinare maggiori risorse alle indennità del personale dei pronto soccorso e all’assunzione di infermieri e operatori socio-sanitari.

Il vicepresidente del Consiglio Antonio Mazzeo ha respinto questa ricostruzione. Secondo i dati illustrati in Aula, nel 2025 il sistema sanitario toscano ha gestito circa 8,5 miliardi di euro: 8,2 miliardi provenienti dal fondo sanitario e 257 milioni aggiunti dal bilancio regionale.

Mazzeo ha precisato che il finanziamento di Arpat rientra nelle risorse regionali dedicate alle prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli essenziali di assistenza e non grava sui trasferimenti del Fondo sanitario nazionale. Nella stessa componente rientrano anche alcune misure per la non autosufficienza, il trasporto sociale e il sostegno ai pazienti oncologici.

Luca Rossi Romanelli del Movimento 5 Stelle ha difeso la scelta di mantenere un modello sanitario pubblico e universalistico, ricordando che le assunzioni sono condizionate dai limiti nazionali alla spesa per il personale. Simone Bezzini del Pd ha collegato l’aumento dell’indebitamento agli investimenti in conto capitale e alle risorse aggiuntive stanziate dalla Toscana per sostenere servizi sanitari e strutture nelle aree montane e interne.

Il confronto sul Pnrr e sulla qualità della spesa

Le opposizioni hanno sollevato dubbi anche sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Bulleri ha richiamato un avanzamento indicato al 51% nella relazione della magistratura contabile, manifestando preoccupazione per il rispetto delle future scadenze.

Massimiliano Ghimenti di Alleanza Verdi e Sinistra ha citato invece dati aggiornati alla metà del 2026 secondo i quali Toscana e Piemonte avrebbero raggiunto integralmente gli obiettivi di spesa assegnati. Il consigliere ha sostenuto che gli investimenti regionali permettono di realizzare opere e servizi nei territori che, senza il sostegno dell’ente, non avrebbero risorse sufficienti.

Lorenzo Falchi ha invitato a valutare gli stanziamenti in base alla loro coerenza con le priorità regionali, evitando una dispersione delle risorse. Ha inoltre richiamato l’impatto dell’inflazione, dei rinnovi contrattuali e dell’aumento dei costi sulla spesa corrente, proponendo una maggiore redistribuzione attraverso il sistema delle entrate.

Respinta la richiesta di sospendere la seduta

Il capogruppo di Forza Italia Marco Stella ha criticato l’assenza iniziale dei rappresentanti della Giunta e ha chiesto di interrompere il dibattito fino all’arrivo del presidente Eugenio Giani o del vicepresidente. La presidente dell’Assemblea Stefania Saccardi ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni sulla partecipazione degli assessori.

Dopo l’ingresso in Aula di alcuni componenti dell’esecutivo, il Consiglio ha respinto la richiesta di sospensione. Stella ha quindi ribadito le proprie critiche sull’indebitamento, sull’attuazione del Pnrr e sul finanziamento previsto per la Terza Torre di Novoli.

Francesco Casini di Casa Riformista ha sottolineato che la Corte dei Conti ha pronunciato la parifica senza imporre interventi correttivi specifici. La maggioranza ha interpretato il Rendiconto come la conferma di una gestione prudente e di una capacità crescente di investimento; le opposizioni hanno votato contro, ritenendo ancora insufficienti le risposte su debito, sanità e utilizzo delle risorse pubbliche.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.