Pierburg Livorno, il Comune chiede garanzie su lavoro e stabilimento
09/06/2026
La cessione degli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano da Rheinmetall al fondo tedesco Aequita preoccupa lavoratori, sindacati e istituzioni locali. L’assessore alle Attività produttive e alle Politiche del lavoro del Comune di Livorno, Federico Mirabelli, è intervenuto in Consiglio comunale con una comunicazione dedicata alla vicenda, chiedendo un nuovo confronto urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chiarire il futuro industriale e occupazionale dei siti coinvolti.
La cessione da Rheinmetall ad Aequita
L’accordo per la cessione della divisione civile del gruppo Rheinmetall al fondo di investimento Aequita è stato reso pubblico il 3 giugno. L’operazione, dal valore di 350 milioni di euro, dovrebbe perfezionarsi entro il quarto trimestre del 2026, dopo il via libera delle autorità regolatorie competenti.
La notizia non arriva del tutto inattesa, perché al tavolo ministeriale il Comune era già stato informato del proseguimento del processo di vendita e dell’esistenza di interlocuzioni con un nuovo soggetto interessato all’acquisizione. A destare preoccupazione, secondo l’Amministrazione livornese, è però il metodo con cui la comunicazione dell’accordo è arrivata a istituzioni e parti sociali.
Mirabelli ha sottolineato che l’annuncio pubblico dell’intesa con Aequita è avvenuto senza un confronto preventivo, nonostante gli impegni assunti in sede ministeriale prevedessero un dialogo istituzionale sulle intenzioni industriali del possibile acquirente. A questo si aggiunge il rifiuto attribuito a Rheinmetall di adottare clausole di garanzia occupazionale analoghe a quelle già applicate negli stabilimenti tedeschi.
Il Comune chiede impegni vincolanti
Aequita si presenta come una società di investimento specializzata nell’acquisizione e ristrutturazione di aziende industriali, con un portafoglio superiore a 10 miliardi di euro nei settori automotive, chimico e manifatturiero. Il fondo ha dichiarato l’intenzione di mantenere i circa 6.250 dipendenti della divisione acquisita, che continuerà a operare anche con marchi storici come Pierburg.
Per il Comune di Livorno, tuttavia, queste dichiarazioni non bastano. Mirabelli ha spiegato che le intenzioni devono trasformarsi in impegni verificabili e vincolanti, soprattutto in una fase in cui lavoratori e organizzazioni sindacali hanno già espresso forti timori attraverso prese di posizione, scioperi e presidi.
L’Amministrazione chiede quindi che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convochi con urgenza Rheinmetall e Aequita, alla presenza delle rappresentanze istituzionali e sindacali. L’obiettivo è acquisire informazioni concrete sui progetti industriali dell’acquirente e ottenere garanzie solide sulla tenuta occupazionale degli stabilimenti.
Il nodo della transizione automotive
La vicenda Pierburg si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del settore automotive, attraversato da difficoltà industriali, tensioni di mercato e ricadute occupazionali in Italia e in Europa. La transizione verso la mobilità elettrica sta modificando in profondità la catena di fornitura, con effetti diretti sulla componentistica tradizionale.
Mirabelli ha ricordato che un motore elettrico conta circa 20 componenti, contro i 200 di un propulsore termico. Questo cambiamento riduce il fabbisogno di alcune lavorazioni e può incidere sulla domanda di manodopera in interi distretti industriali, compresi quelli legati alla produzione di componenti per motori tradizionali.
Per l’Amministrazione livornese, la transizione ambientale resta necessaria, ma deve essere accompagnata da politiche industriali e occupazionali adeguate. Il rischio, in assenza di garanzie e di una strategia condivisa, è che i costi del cambiamento ricadano soprattutto sui lavoratori e sui territori produttivi.
Il Comune di Livorno intende quindi mantenere alta l’attenzione sul futuro dello stabilimento Pierburg, chiedendo trasparenza, confronto e tutela dell’occupazione. La partita non riguarda soltanto il passaggio di proprietà, ma la prospettiva industriale di un comparto strategico in una fase di riconversione complessa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to