Livorno, Orti Urbani: il Comune difende il progetto 98% verde
02/09/2026
Il Comune di Livorno ha chiarito la propria posizione sul futuro degli Orti Urbani, ribadendo che l’area è privata e che l’attuale soluzione urbanistica consentirebbe di mantenere a verde circa il 98% della superficie complessiva. Il sindaco Luca Salvetti ha illustrato il quadro durante una conferenza stampa svolta il 1° settembre a Palazzo Comunale, soffermandosi sui diritti edificatori già consolidati, sul recente acquisto dell’area da parte di Frangerini Impresa e sulle condizioni che l’Amministrazione intende inserire nella futura convenzione.
Area privata e diritti edificatori consolidati nel tempo
Secondo quanto ricostruito dal sindaco, l’area interessata dagli Orti Urbani è privata e viene occupata senza titolo da circa 14 anni. I diritti edificatori risalgono alla pianificazione urbanistica definita nel 1999 e sono stati successivamente recepiti nelle diverse fasi amministrative.
Salvetti ha ricordato anche il tentativo avviato nel 2017 dalla precedente Giunta comunale, quando venne costituito un tavolo tecnico con i rappresentanti degli occupanti. Il confronto non portò però a un accordo definitivo, in particolare per quanto riguardava le modalità di gestione della parte destinata a verde.
L’attuale Amministrazione sostiene di avere successivamente modificato la soluzione originaria, riducendo di circa 2.000 metri quadrati l’edificabilità e ottenendo che l’80% dell’area venga destinato al Comune insieme all’obbligo per il proprietario di realizzare il parco secondo le indicazioni pubbliche.
Acquisto o esproprio stimati tra 4 e 5 milioni di euro
Tra le alternative esaminate viene esclusa l’ipotesi di acquisire direttamente tutta l’area. Secondo le stime illustrate dal Comune, un acquisto o un esproprio avrebbe comportato una spesa compresa tra 4 e 5 milioni di euro.
L’Amministrazione ritiene questa soluzione difficilmente sostenibile, considerando che attraverso l’attuale meccanismo urbanistico sarebbe possibile ottenere gratuitamente la maggior parte dell’area e far realizzare il futuro parco secondo prescrizioni concordate con l’ente pubblico.
Salvetti ha inoltre precisato che il Comune non era stato informato preventivamente dell’acquisto dell’area da parte di Frangerini Impresa. Il primo incontro tra l’Amministrazione e il nuovo proprietario si è svolto il 27 agosto, con l’obiettivo di conoscere le intenzioni della società e il progetto previsto per la trasformazione dell’area.
Quattro edifici occuperebbero l’1,83% della superficie
Uno degli elementi illustrati dal sindaco riguarda la reale incidenza delle costruzioni previste. Pur essendo il rapporto urbanistico tra proprietà pubblica e privata pari all’80% e al 20%, l’impronta fisica dei quattro edifici annunciati da Frangerini interesserebbe, secondo i calcoli presentati dall’Amministrazione, circa 1.125 metri quadrati.
La superficie corrisponderebbe all’1,83% dell’intera area, portando quindi il rapporto effettivo tra superficie verde e costruzioni a circa 98% contro 2%.
Il Comune intende ora lavorare sulla futura convenzione per inserire condizioni volte a garantire l’integrità della zona verde, la realizzazione di cantieri poco invasivi e il contenimento del consumo di suolo. L’obiettivo annunciato è inoltre quello di coinvolgere cittadini e associazioni nella progettazione del futuro parco.
Proposta di tre cantieri e passaggio anticipato dell’area verde
Tra le ipotesi avanzate dall’Amministrazione figura la possibilità di organizzare i lavori attraverso tre cantieri di dimensioni contenute, limitati alle porzioni interessate dalle costruzioni. Parallelamente, il Comune vorrebbe ottenere il trasferimento immediato della restante superficie.
Questa soluzione permetterebbe, secondo Palazzo Comunale, di mantenere fruibile gran parte degli Orti Urbani anche durante la fase dei lavori e di iniziare più rapidamente il percorso per la progettazione del parco pubblico, valutando anche forme di utilizzo temporaneo degli spazi.
Non viene invece considerato percorribile lo spostamento degli indici edificatori in altre zone della città. L’Amministrazione sostiene che una simile soluzione non sarebbe coerente con la pianificazione urbanistica vigente e richiederebbe procedure incompatibili con una trattativa costruita appositamente per il singolo caso.
Il Comune: confronto con cittadini nel rispetto dei diritti esistenti
Salvetti ha riconosciuto le ragioni del movimento di cittadini nato per difendere l’area verde, ma ha ribadito che il Comune deve operare tenendo conto dei diritti del proprietario e delle norme urbanistiche consolidate.
La vicenda, ha ricordato il sindaco, affonda le proprie radici nelle scelte urbanistiche avviate già nel 1977 ed è arrivata all’attuale fase dopo aste fallimentari e passaggi di proprietà che hanno riacceso il confronto pubblico sul futuro dell’area.
La prossima fase riguarderà quindi la definizione delle condizioni da inserire nella convenzione con Frangerini Impresa. Il Comune punta a ridurre al minimo l’impatto delle nuove costruzioni e ad accelerare il trasferimento e la trasformazione della parte destinata a verde pubblico, mantenendo aperto il confronto con associazioni e cittadini.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to