Livorno, inaugurato il Ponte dei Trinitari da 1,8 milioni
22/07/2026
Il nuovo Ponte dei Trinitari è stato inaugurato sul Fosso di viale Caprera, nel cuore del quartiere Venezia di Livorno. L’opera, costata complessivamente un milione e 831.800 euro, restituisce alla città un collegamento progettato per garantire sicurezza, accessibilità e continuità con il patrimonio architettonico dell’area. Il taglio del nastro e lo scoprimento della targa si sono svolti nella mattinata di martedì 21 luglio alla presenza del sindaco Luca Salvetti, dell’assessore ai Lavori pubblici Federico Mirabelli, dei tecnici comunali, delle imprese esecutrici e dei rappresentanti della Soprintendenza.
Lavori iniziati nel 2022 tra sottoservizi e ritrovamenti storici
Il cantiere era stato aperto nel 2022 sulla base del progetto approvato nel 2010. Il programma originario ha subito diverse interruzioni a causa delle condizioni incontrate nel sottosuolo: durante gli scavi sono emersi quattordici sottoservizi da trasferire, alcuni dei quali collegati a infrastrutture strategiche per la città e per il porto.
Le reti sono state inizialmente spostate in modo provvisorio e successivamente sistemate nelle sedi definitive sopra l’impalcato, in corrispondenza dei marciapiedi. L’intervento è stato eseguito cercando di non modificare l’impostazione architettonica prevista per il ponte.
Un’ulteriore difficoltà è stata provocata dalla risalita dell’acqua dal fondo dello scavo. L’imprevisto geologico ha richiesto una modifica dello schema statico delle palificate, con nuove valutazioni tecniche sulla stabilità della struttura. Nel corso delle lavorazioni sono state inoltre individuate parti delle spallette originarie, circostanza che ha determinato l’intervento della Soprintendenza e l’avvio delle operazioni necessarie al loro recupero.
Superate queste criticità, il cantiere è proseguito secondo il nuovo calendario fino al completamento dell’impalcato, delle finiture, dei rivestimenti e degli elementi di protezione.
Travertino lavorato a mano per rispettare il quartiere Venezia
La progettazione ha prestato particolare attenzione alla scelta dei materiali e al rapporto con gli edifici storici circostanti. Il nuovo ponte non riproduce in maniera letterale una costruzione antica, ma riprende forme e caratteristiche del linguaggio tradizionale attraverso tecniche contemporanee conformi alle attuali norme di sicurezza e durabilità.
Le fasce decorative sono state realizzate in travertino nuvolato spazzolato. Ogni elemento è stato modellato e rifinito manualmente, evitando lavorazioni industriali standardizzate. La scelta, concordata con gli organi di tutela, permette alla superficie della pietra di conservare leggere irregolarità, variazioni materiche e differenti riflessi della luce.
La stessa impostazione è stata seguita per le protezioni dei dislivelli, disegnate richiamando la tradizione locale e adattandola ai requisiti contemporanei di sicurezza e accessibilità. L’esposizione agli agenti atmosferici determinerà nel tempo una graduale maturazione cromatica del travertino, rendendo più uniformi le tonalità dei rivestimenti e favorendo l’inserimento del manufatto nel paesaggio del quartiere.
Il progetto ha dovuto rispettare anche i vincoli fisici e geometrici derivanti dalla posizione degli isolati ricostruiti, dalle quote delle strade e dalla necessità di mantenere marciapiedi, stalli di sosta e livelli di accessibilità invariati. La luce originaria del ponte è stata ripristinata per quanto consentito dalle condizioni attuali dell’area.
Il nome ricorda l’ordine religioso presente dal Seicento
La denominazione “Ponte dei Trinitari” richiama i membri dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi, presenti a Livorno fin dalla metà del Seicento. La loro missione storica consisteva nel riscattare i cristiani catturati dai pirati barbareschi.
La presenza dell’ordine continua oggi attraverso il centro di accoglienza “Terraferma”, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo e situato in via Sant’Anna. Alla tradizione dei Padri Trinitari è legata anche la chiesa di San Ferdinando, conosciuta come la Crocetta, affacciata su piazza del Luogo Pio. Alla cerimonia ha partecipato il parroco padre Emilio Kolaczyk.
All’inaugurazione erano presenti rappresentanti del Vescovado, della parrocchia, della commissione comunale per la toponomastica, degli uffici tecnici e delle aziende che hanno partecipato alla costruzione. I lavori strutturali sono stati eseguiti dalla ditta Intersonda, mentre il restauro e la ricostruzione delle parti architettoniche sono stati curati dalla ditta Panza.
Salvetti: «Ritardo dovuto a un sottosuolo complesso»
Il sindaco Luca Salvetti ha ricordato che nel 2024 aveva auspicato la conclusione dell’opera entro la manifestazione Effetto Venezia. La consegna è arrivata due anni più tardi a causa, ha spiegato, delle numerose reti presenti sotto la strada e delle condizioni inattese emerse durante gli scavi.
Secondo il primo cittadino, il ponte ricostruisce la prospettiva storica dalla Fortezza verso la piazza e si integra con il nuovo assetto di piazza del Luogo Pio. Il prossimo intervento previsto nella zona sarà l’installazione di due passerelle pedonali, destinate a completare i collegamenti a piedi nel quartiere.
L’assessore Federico Mirabelli ha evidenziato il lavoro condiviso tra amministrazione, tecnici, imprese e soggetti privati per affrontare gli imprevisti del cantiere. Il nuovo attraversamento, collocato lungo il percorso tra il porto e il centro, è destinato ad assumere anche una funzione turistica oltre a quella ordinaria per la mobilità urbana.
Il responsabile unico del progetto Luca Barsotti ha richiamato l’attenzione sulla precisione delle lavorazioni e sul rispetto dei principi di conservazione storico-architettonica. Pur riconoscendo l’allungamento dei tempi, ha definito il risultato coerente con i vincoli dell’area e con la necessità di realizzare un’infrastruttura moderna capace di inserirsi nel tessuto storico della Venezia.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.