Bce, credito più caro per imprese e famiglie nell’Eurozona
22/07/2026
Le banche dell’area euro hanno irrigidito nel secondo trimestre del 2026 i criteri utilizzati per concedere finanziamenti a imprese e famiglie. La stretta emerge dall’indagine sul credito bancario pubblicata a luglio dalla Banca centrale europea, secondo cui il 7% netto degli istituti ha segnalato condizioni più severe per prestiti e linee di credito destinati alle aziende.
Stretta alle imprese inferiore alle previsioni
L’inasprimento rilevato nel comparto produttivo è risultato più contenuto rispetto alle attese formulate dalle banche nella precedente rilevazione. Gli istituti avevano infatti previsto una quota netta del 19%, quasi tre volte superiore al dato effettivamente registrato tra aprile e giugno.
La cautela rimane comunque elevata. Tra i fattori che hanno spinto gli intermediari finanziari a rendere più selettiva la concessione del credito figurano il peggioramento dei rischi percepiti sulle prospettive economiche e una minore disponibilità ad assumere esposizioni considerate potenzialmente problematiche.
Le banche continuano inoltre a valutare con attenzione le conseguenze delle tensioni geopolitiche e dell’instabilità dei mercati energetici. Questi elementi possono incidere sui costi sostenuti dalle imprese, sulla capacità di generare reddito e, di conseguenza, sulla possibilità di rimborsare regolarmente i finanziamenti ricevuti.
Per aziende e professionisti, criteri più rigidi possono tradursi in richieste maggiori di garanzie, verifiche più approfondite sui bilanci, importi concessi più contenuti o condizioni economiche meno favorevoli. La stretta può pesare soprattutto sulle realtà con una struttura finanziaria fragile o maggiormente esposte alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.
Mutui e credito al consumo, criteri più severi
L’irrigidimento ha interessato anche le famiglie. Il 9% netto delle banche ha comunicato criteri più restrittivi per i prestiti destinati all’acquisto di abitazioni, mentre la quota sale al 12% per il credito al consumo e le altre forme di finanziamento personale.
Anche in questi segmenti, la minore tolleranza al rischio e una valutazione più prudente delle condizioni economiche dei richiedenti hanno rappresentato i principali motivi della stretta. Gli istituti stanno quindi esaminando con maggiore attenzione reddito disponibile, stabilità lavorativa, livello di indebitamento e capacità delle famiglie di sostenere le rate nel tempo.
Per chi intende acquistare una casa, l’accesso al mutuo potrebbe richiedere una posizione reddituale più solida, un anticipo più elevato o un rapporto più favorevole tra importo finanziato e valore dell’immobile. Sul fronte del credito al consumo, la maggiore selettività può invece interessare prestiti personali, finanziamenti per automobili, acquisti rateali e altre operazioni rivolte ai privati.
Nuovo irrigidimento atteso nel terzo trimestre
Le indicazioni raccolte dalla Bce mostrano che la fase restrittiva potrebbe proseguire. Per il terzo trimestre del 2026, le banche prevedono un ulteriore inasprimento dei criteri di concessione in tutte le principali categorie di prestito.
La previsione riguarda i finanziamenti alle imprese, i mutui immobiliari e il credito al consumo. Il sistema bancario europeo appare quindi orientato a mantenere un atteggiamento prudente, in attesa di una maggiore chiarezza sull’andamento dell’economia, sui rischi geopolitici e sui costi energetici.
Il quadro descritto dall’indagine della Banca centrale europea segnala una crescente difficoltà per famiglie e attività produttive nell’ottenere nuova liquidità. Pur essendo stata meno intensa del previsto nel comparto aziendale, la restrizione potrebbe incidere sugli investimenti, sugli acquisti immobiliari e sui consumi finanziati, rallentando le decisioni economiche di imprese e cittadini.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to