Livorno, confermati i divieti di balneazione nelle aree portuali e alla foce del Rio Felciaio
19/04/2026
Con l’avvicinarsi della stagione balneare, il Comune di Livorno ha rinnovato anche per il 2026 le ordinanze che disciplinano i tratti di costa nei quali la balneazione non sarà consentita. Si tratta di un passaggio che si ripete ogni anno, in attuazione della normativa nazionale e regionale, ma che torna utile per chiarire un aspetto spesso frainteso: non tutti i divieti di balneazione dipendono dalla qualità delle acque. In diversi casi, infatti, la limitazione è legata esclusivamente a ragioni di sicurezza, alla conformazione delle aree interessate o alla loro destinazione d’uso.
L’ordinanza sindacale n. 123 del 2026, emanata il 17 aprile, individua le zone permanentemente vietate alla balneazione per motivi indipendenti dall’inquinamento, confermando per Livorno un quadro che riflette la natura stessa della città, storicamente legata al porto, alla nautica e alla presenza di aree militari e penitenziarie. Accanto a questo provvedimento, il Comune ha firmato anche l’ordinanza n. 122, relativa invece alla foce del Rio Felciaio, dove il divieto è motivato da ragioni igienico-sanitarie e resterà in vigore fino al completamento degli interventi di risanamento previsti.
Le aree interessate dai divieti permanenti per motivi di sicurezza
Il provvedimento principale riguarda i tratti di costa che, per loro caratteristiche funzionali e operative, non possono essere destinati alla balneazione nel corso dell’intera stagione 2026, fissata dal 1° maggio al 30 settembre. In questo elenco rientrano il porto di Livorno, con i relativi specchi acquei interni alle opere di protezione portuale, le zone di accesso e uscita e le aree di rada utilizzate per la fonda delle navi, ma anche i porticcioli di Nazario Sauro, Ardenza, Antignano e Quercianella.
Il divieto interessa inoltre le acque prospicienti l’Accademia Navale, in quanto zona militare, e parte dell’Isola di Gorgona, per la presenza della colonia penale, con l’esclusione delle due aree di balneazione denominate “Gorgona Porto” e “Gorgona Torre Nuova”. Si tratta quindi di limitazioni che derivano dalla natura delle attività che si svolgono in quei tratti di mare e che non rappresentano un segnale di criticità ambientale, ma una misura di tutela per la sicurezza pubblica.
Il Comune ha voluto ribadire con chiarezza questa distinzione, proprio per evitare che i cittadini confondano i divieti strutturali e permanenti con quelli temporanei che possono essere adottati in presenza di fenomeni di contaminazione o alterazione delle acque.
Il caso del Rio Felciaio e i divieti temporanei in caso di criticità
Diversa, invece, è la situazione che riguarda la foce del Rio Felciaio. Qui il divieto di balneazione, disposto con l’ordinanza sindacale n. 122, è legato a motivi igienico-sanitari e recepisce quanto previsto dalla Regione Toscana nel Decreto dirigenziale 7397/2026. In questo caso il provvedimento resterà in vigore fino a quando non saranno completati gli interventi di risanamento programmati e le condizioni delle acque non consentiranno il ripristino dell’idoneità alla balneazione.
A questo si aggiunge un ulteriore livello di prevenzione, già previsto dall’ordinanza gestionale 128 del 2024, che anche per il 2026 consente di attivare in via cautelativa divieti temporanei in presenza di situazioni specifiche, come forti precipitazioni e attivazione degli scaricatori di piena. In questi casi, la sospensione della balneazione viene adottata in attesa dei risultati delle analisi di Arpat, con successiva comunicazione alla cittadinanza attraverso i canali istituzionali del Comune e la sezione “Amministrazione Trasparente” del sito ufficiale.
Il quadro delineato dall’amministrazione livornese mostra quindi una distinzione netta tra tipologie diverse di divieto, ognuna con presupposti e finalità precise. Da una parte ci sono le interdizioni permanenti connesse alla sicurezza e all’uso delle aree marittime, dall’altra le limitazioni dettate da esigenze sanitarie o da situazioni contingenti, che richiedono monitoraggio e aggiornamenti costanti. Per chi frequenterà il litorale nella stagione 2026, conoscere questa differenza sarà essenziale per leggere correttamente i provvedimenti e orientarsi con maggiore consapevolezza.
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