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Livorno, ARPAT: nessuna diossina nei vegetali dopo l’incendio

02/07/2026

Livorno, ARPAT: nessuna diossina nei vegetali dopo l’incendio

ARPAT ha pubblicato gli esiti delle analisi sui campioni di vegetali prelevati dopo l’incendio del 18 giugno nella zona industriale di Livorno, nell’area di Vallin Buio. Dai controlli effettuati sui vegetali a foglia larga campionati nelle zone considerate più esposte alla ricaduta dei fumi non sono emerse quantità misurabili di diossine, furani e PCB

Prelievi nelle aree indicate dalle simulazioni ARPAT

I campioni sono stati raccolti il 19 giugno, il giorno successivo al rogo che ha coinvolto l’impianto della società Bogi Vinicio, in via dell’Ecologia. I punti di campionamento sono stati individuati dal Settore Modellistica dell’Agenzia attraverso simulazioni sulla dispersione degli inquinanti in atmosfera, così da concentrare i controlli nelle aree dove era stimata la maggiore ricaduta delle sostanze prodotte dall’incendio.

Le verifiche hanno riguardato vegetali a foglia larga, scelti per valutare l’eventuale deposito di contaminanti sulle superfici esposte. Le analisi hanno cercato diossine e furani, policlorobifenili, indicati come PCB, e idrocarburi policiclici aromatici, noti come IPA.

Diossine, furani e PCB sotto i limiti di quantificazione

Nei campioni identificati come P1, P2 e P4, prelevati nelle aree di massima ricaduta dei fumi, ARPAT non ha rilevato diossine, furani né PCB in quantità misurabili. Le concentrazioni sono risultate inferiori ai rispettivi limiti di quantificazione, dato che indica l’assenza di valori analiticamente determinabili per queste sostanze nei vegetali esaminati.

Nel punto di controllo, definito “bianco” e collocato a circa un chilometro dall’area dell’incendio nella direzione opposta rispetto alla dispersione dei fumi, sono state riscontrate soltanto tracce non dosabili di eptacloro diossina e ottacloro diossina. Il campione di riferimento era stato scelto lontano da altre potenziali sorgenti emissive, per consentire un confronto con i prelievi effettuati nelle zone più esposte.

IPA presenti ma con concentrazioni basse

Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici, le analisi hanno individuato la presenza di Benzo[a]Pirene e di altri composti della stessa famiglia, ma con concentrazioni contenute. I valori rilevati risultano significativamente inferiori ai livelli di fondo normalmente attribuiti agli ortaggi.

Secondo ARPAT, i dati disponibili non evidenziano criticità legate alla contaminazione dei vegetali campionati. Anche qualora alcune sostanze si fossero formate durante l’incendio, non risultano presenti in quantità misurabili sui campioni analizzati, probabilmente a seguito della dispersione nell’ambiente.

I prelievi sono stati effettuati in aree prevalentemente non urbanizzate, con accessibilità limitata e percorsi sterrati o difficili da raggiungere. Il supporto logistico della Protezione Civile ha permesso ai tecnici dell’Agenzia di raggiungere in sicurezza tutti i punti individuati e completare regolarmente le operazioni di campionamento.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.