Livorno, alla Labronica l’archivio ritrovato di Atto Melani
08/06/2026
A Villa Fabbricotti, sede della Biblioteca Labronica di Livorno, è stata inaugurata la mostra “Atto Melani (1626–1714). La voce segreta del potere”, dedicata al cantante, diplomatico e informatore pistoiese che attraversò da protagonista la scena politica europea del Seicento. L’esposizione, organizzata dal Comune di Livorno, porta al pubblico lettere, volumi e carteggi rimasti a lungo nell’ombra e oggi riscoperti all’interno dell’autografoteca Bastogi, uno dei fondi più preziosi conservati dalla biblioteca cittadina.
Il cantante castrato che trattava con papi e cardinali
Atto Melani fu una figura fuori dal comune: nato a Pistoia nel 1626, divenne uno dei cantanti castrati più longevi e celebri del suo tempo, ma la sua attività andò ben oltre la musica. Frequentò corti, ambienti diplomatici e stanze riservate del potere, fino a essere ricordato come una sorta di “007” alla corte del Re Sole. Ebbe un ruolo di rilievo anche in tre Conclavi, muovendosi tra Roma, Firenze e la Francia con una rete di relazioni capace di collegare papi, cardinali, ministri, ambasciatori e protagonisti della politica europea.
La mostra restituisce proprio questa dimensione complessa: non soltanto l’artista, ma il mediatore, l’uomo di fiducia, il conoscitore dei meccanismi diplomatici e religiosi del Seicento. I documenti esposti raccontano un personaggio capace di abitare mondi diversi, usando la voce, la scrittura e l’intelligenza politica come strumenti di influenza.
L’iniziativa apre le celebrazioni per il quattrocentenario della nascita di Melani, che coinvolgeranno anche Pistoia, Firenze e, il 17 giugno, il Senato. L’ideazione, la ricerca storica e la cura scientifica sono firmate da Monaldi & Sorti — Rita Monaldi, Francesco Sorti e Theodora Maria Sorti — studiosi e autori del ciclo di romanzi che ha riportato Melani al centro dell’attenzione narrativa e storica.
Oltre 3.300 lettere ritrovate nell’autografoteca Bastogi
Il cuore dell’esposizione è un corpus documentario vastissimo: oltre 3.303 lettere, insieme a diversi volumi, che si ritenevano scomparsi e che sono stati invece individuati all’interno dell’autografoteca Bastogi della Biblioteca Labronica. La riscoperta è stata possibile grazie al lavoro di informatizzazione del fondo svolto dal personale bibliotecario e alle nuove ricerche condotte da Monaldi & Sorti in occasione dell’anniversario melaniniano.
Queste ricerche sono confluite anche nel volume bifronte “Unicum Opus”, pubblicato da Rizzoli, che conclude una saga letteraria durata venticinque anni e articolata in sette romanzi, iniziata con “Imprimatur”. La mostra livornese consente ora di osservare direttamente le fonti manoscritte che hanno contribuito a riportare alla luce il profilo storico di Melani.
Tra i materiali più curiosi figurano le lettere cifrate scambiate tra cardinali e Melani durante il Conclave del 1676. Insieme a questi documenti è stata scoperta anche la “cifra”, cioè la chiave del codice segreto usata dai corrispondenti per rendere illeggibili i messaggi. Un ritrovamento che permette oggi di decodificare contenuti concepiti per restare riservati e che offre uno sguardo diretto sulle pratiche di comunicazione politica e diplomatica dell’epoca.
La Biblioteca Labronica valorizza un patrimonio di 60 mila autografi
Durante l’inaugurazione, l’attore Alessandro Budroni ha letto brani tratti dal libro di Monaldi & Sorti e una lettera di condoglianze per la morte di Atto Melani, scritta su dettatura dal cappellano di Maria Mancini. Nipote di Mazzarino, primo amore di Luigi XIV e amica intima di Melani, Mancini indirizzò il messaggio al nipote Luigi Melani, ricordando stima, riconoscenza e considerazione per il defunto.
L’assessora alla Cultura del Comune di Livorno, Angela Rafanelli, ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione per far conoscere alla cittadinanza l’autografoteca Bastogi. Si tratta di una collezione di circa 60.000 autografi, raccolta nell’Ottocento dal conte Pietro Bastogi e dai figli Gioacchino e Giovannangelo, poi donata dagli eredi al Comune di Livorno nel 1923. Dal 1927 il fondo fa parte delle collezioni della Biblioteca Labronica.
L’autografoteca abbraccia un arco storico che va dalla fine del XV secolo agli inizi del XX e conserva testimonianze manoscritte di letterati, scienziati, politici, storici e regnanti del panorama europeo. Tra i nomi presenti figurano Galileo Galilei, Ugo Foscolo e Giuseppe Mazzini. La riscoperta dell’archivio Melani aggiunge ora un capitolo di grande rilievo a questo patrimonio, trasformando la mostra in un’occasione per rileggere una parte della storia europea attraverso documenti rimasti nascosti per secoli.
“Atto Melani (1626–1714). La voce segreta del potere” resterà aperta fino al 30 agosto 2026 alla Biblioteca Labronica F. D. Guerrazzi, a Villa Fabbricotti, in viale della Libertà 30. L’ingresso è libero e gratuito durante gli orari della struttura: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to