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Livorno porta a Roma il modello smart city tra digital twin e fibra

24/04/2026

Livorno porta a Roma il modello smart city tra digital twin e fibra

Il Comune di Livorno ha presentato a City Vision Roma 2026 i progetti che stanno ridefinendo il percorso di trasformazione digitale della città, mettendo al centro strumenti come il digital twin, l’illuminazione pubblica intelligente e una rete in fibra ottica di proprietà comunale. A rappresentare l’amministrazione è stato l’assessore alla Transizione digitale Michele Magnani, intervenuto in uno degli appuntamenti nazionali dedicati ai nuovi modelli di città connesse.

Da Livorno a City Vision, il digitale come leva per le decisioni pubbliche

L’evento romano, dedicato al tema della città che pensa tra connettività diffusa, intelligenza artificiale e nuova intelligenza urbana, ha riunito amministratori, imprese, progettisti e ricercatori in un confronto sui processi di innovazione nei contesti urbani. Livorno è stata invitata a raccontare la propria esperienza per i risultati maturati nel tempo, anche attraverso la collaborazione con Engie e Anci Toscana.

Nel suo intervento, Magnani ha scelto di partire da un tema preciso: l’uso dei dati come base per costruire scelte pubbliche più solide. Il contributo presentato, intitolato “Dati per decisioni consapevoli: un digital twin per la città di Livorno”, ha mostrato come l’innovazione venga interpretata dall’amministrazione non come semplice aggiornamento tecnologico, ma come uno strumento operativo per incidere sulla pianificazione urbana, sulla gestione dei servizi e sulla capacità di leggere in anticipo i problemi del territorio.

Il cuore della riflessione riguarda il gemello digitale della città, cioè una rappresentazione virtuale di infrastrutture, spazi e sistemi urbani che consente di effettuare analisi, simulazioni e valutazioni predittive. Per Livorno questo approccio non resta teorico, ma si traduce già in sperimentazioni concrete che coinvolgono luoghi e funzioni molto diverse tra loro.

Le sperimentazioni sulle Fortezze, i sottopassi e gli stalli per disabili

Tra i progetti illustrati dall’assessore figurano due sperimentazioni sulle Fortezze, dove il digital twin viene applicato sia al rilievo architettonico sia al monitoraggio del verde attraverso droni 3D in grado di mappare l’intera area. Una scelta che consente di mettere insieme tutela del patrimonio, controllo dello stato dei luoghi e raccolta di informazioni utili per la manutenzione.

La stessa tecnologia viene utilizzata anche in un ambito molto sentito dalla cittadinanza, quello della gestione degli stalli per persone con disabilità. Accanto a questo, il sistema digitale trova applicazione nella rete dei sensori usati per monitorare l’ingresso dell’acqua nei sottopassi durante gli episodi di pioggia, oltre che nel controllo della costa, del mare e del rapporto con il porto, uno dei nodi più delicati e strategici per una città come Livorno.

In questo quadro, l’intelligenza artificiale entra come passaggio successivo: l’obiettivo è utilizzare basi informative sicure e certificate per individuare connessioni, tendenze e rapporti di causa-effetto che l’analisi tradizionale fatica a cogliere con la stessa rapidità e profondità.

Illuminazione smart e fibra comunale, la rete materiale della città digitale

Nel percorso presentato a Roma c’è poi una seconda linea di intervento, più direttamente legata alle infrastrutture urbane. Livorno ha infatti reso intelligente l’illuminazione pubblica, intervenendo su circa 17mila punti luce comunali con tecnologia LED e sensori. Un’operazione che ha effetti sulla gestione energetica, sulla manutenzione e sulla capacità di raccogliere dati utili al funzionamento dei servizi.

A questo si aggiunge la realizzazione di percorsi ad anello in fibra ottica di proprietà comunale, gestiti direttamente dall’ente e pensati per affiancare le reti dei provider privati. La scelta, nelle parole dell’assessore, punta a rafforzare la stabilità della rete cittadina e a garantire una base più sicura per i servizi digitali già attivi e per quelli che saranno sviluppati in futuro.

Il passaggio finale indicato da Magnani riguarda però il terreno culturale. La trasformazione digitale, ha spiegato, non si esaurisce nei dispositivi o nelle piattaforme: richiede un lavoro profondo sulle persone, sugli amministratori, sui soggetti pubblici e privati e sulla capacità collettiva di accompagnare il cambiamento. È su questa connessione tra infrastrutture, dati e comunità che Livorno prova ora a costruire il proprio modello di città intelligente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to