Livorno, nuovo decesso alle Sughere: interviene il garante
01/05/2026
Un detenuto di 48 anni è morto nella notte tra sabato e domenica all’interno della Casa Circondariale di Livorno, nella cella in cui era recluso da pochi giorni. La notizia ha suscitato l’intervento del garante dei Diritti delle Persone private della libertà del Comune di Livorno, Marco Solimano, che ha espresso cordoglio ai familiari e richiamato l’attenzione sulle condizioni dell’istituto penitenziario delle Sughere.
La scoperta durante la distribuzione delle terapie
Secondo quanto riferito dal garante, il detenuto sarebbe passato dal sonno alla morte senza che nessuno se ne accorgesse, nemmeno i due compagni di cella presenti con lui. La scoperta è avvenuta la mattina di domenica, intorno alle 8, quando l’uomo non ha risposto alle sollecitazioni degli operatori sanitari impegnati nella distribuzione dei farmaci e delle terapie.
Le cause del decesso saranno chiarite dagli accertamenti autoptici. Solimano ha però evidenziato un dato che ritiene particolarmente grave: in poco meno di due anni si tratta del quarto decesso avvenuto con modalità analoghe, nella notte, senza segnali percepiti nell’immediato. Una sequenza che, secondo il garante, impone riflessioni serie sulle condizioni di vita all’interno del carcere e sulla capacità del sistema di intercettare fragilità sanitarie e personali.
Il richiamo alle condizioni dell’istituto
Nel suo intervento, Solimano ha parlato di morti silenziose, consumate nella solitudine e nell’isolamento, dentro ambienti descritti come degradati e fatiscenti. Il garante ha collegato il nuovo episodio al tema più ampio della dignità delle persone recluse, ma anche di chi lavora ogni giorno all’interno della struttura: personale di polizia penitenziaria, operatori educativi e sanitari.
Il carcere, nelle parole del garante, resta un luogo segnato da privazione e dolore, dove la morte assume un peso ulteriore per il contesto in cui avviene. La vicenda riporta quindi al centro il tema delle condizioni materiali e organizzative dell’istituto livornese, già più volte oggetto di richiami per le criticità legate agli spazi e alla gestione della popolazione detenuta.
La richiesta di aprire il nuovo padiglione
Solimano ha ribadito la richiesta, avanzata da mesi, di procedere con l’apertura del nuovo padiglione delle Sughere. Secondo il garante, si tratta di una possibilità concreta per superare una fase emergenziale che dura da troppo tempo e che è collegata soprattutto al sovraffollamento dell’istituto.
L’apertura di nuovi spazi viene indicata come passaggio necessario per alleggerire la pressione sulle sezioni esistenti e per restituire condizioni più adeguate sia alle persone detenute sia agli operatori. Nel chiudere il proprio intervento, il garante ha rivolto le proprie condoglianze ai familiari dell’uomo deceduto, sottolineando la dimensione tragica di ogni morte in carcere e il dovere istituzionale di non considerarla un fatto ordinario.
Articolo Precedente
Livorno, acqua di nuovo sotto il ponte di viale Caprera