Carcere minorile di Pontremoli: 14 detenute, Fanfani visita l'IPM
16/10/2026
All'Istituto Penale per Minorenni di Pontremoli sono attualmente presenti 14 ragazze su una capienza effettiva di 16 posti, con condizioni generali giudicate positive e un clima di collaborazione tra detenute e personale. È quanto emerso dal sopralluogo effettuato dal Garante regionale dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, nell'ambito delle attività di monitoraggio delle strutture penitenziarie. La visita ha evidenziato anche alcune necessità, tra cui una maggiore disponibilità di comunità socioeducative per favorire i percorsi alternativi alla detenzione e il potenziamento dell'assistenza sanitaria durante il fine settimana.
Il monitoraggio ha interessato anche la situazione della Casa di Reclusione di Massa, al centro di un confronto istituzionale tra Fanfani e il sindaco Francesco Persiani, svolto mercoledì 14 ottobre 2026. Tra gli argomenti affrontati figura l'istituzione delle figure di garanzia comunale e provinciale per la tutela dei diritti delle persone private della libertà.
IPM di Pontremoli: 14 ragazze presenti su 16 posti disponibili
L'Istituto Penale per Minorenni di Pontremoli rappresenta una realtà particolare nel sistema penitenziario italiano. Si tratta infatti dell'unica struttura minorile esclusivamente femminile dell'Italia centro-settentrionale, situata all'interno del centro abitato e destinata ad accogliere ragazze provenienti anche da territori distanti, soprattutto dalle grandi aree metropolitane come Milano e Torino.
Secondo i dati raccolti durante la visita, le detenute presenti sono 14, a fronte di una capienza operativa di 16 posti, inferiore rispetto ai 17 teoricamente previsti.
Nel dettaglio, 10 ragazze si trovano in custodia cautelare, mentre 4 stanno scontando una pena definitiva. La distribuzione delle presenze conferma che la struttura opera entro i limiti della propria capacità ricettiva.
Il Garante ha comunque rilevato un incremento delle presenze rispetto agli anni precedenti. Una situazione che richiede attenzione costante, pur senza evidenziare attualmente condizioni di sovraffollamento.
Scuola, sport e laboratori: le attività per le giovani detenute
Durante il sopralluogo, Fanfani ha esaminato anche l'organizzazione delle attività educative e formative rivolte alle ragazze ospitate nell'istituto.
All'interno della struttura è attiva una scuola che consente alle detenute di proseguire il proprio percorso di istruzione. Una delle giovani frequenta inoltre regolarmente una scuola superiore esterna, mantenendo un collegamento diretto con il sistema educativo del territorio.
Accanto alle attività scolastiche, l'IPM propone iniziative sportive e laboratori finalizzati all'apprendimento di competenze pratiche e alla partecipazione alla vita collettiva.
Tra le esperienze segnalate figura il laboratorio dedicato alla preparazione dei testaroli, specialità tradizionale della Lunigiana, organizzato in collaborazione con Slow Food.
L'attività permette alle partecipanti di conoscere una produzione gastronomica locale e di acquisire abilità che possono contribuire ai percorsi educativi e di reinserimento sociale.
Il programma formativo dell'istituto rappresenta uno degli aspetti valutati positivamente nel corso della visita, insieme alla disponibilità di occasioni di apprendimento e di socializzazione.
Assistenza sanitaria e comunità educative: le criticità da affrontare
Nonostante la valutazione complessivamente favorevole, il monitoraggio ha individuato alcuni ambiti nei quali sarebbero opportuni ulteriori interventi.
Una delle principali necessità riguarda la disponibilità di comunità socioeducative, strutture che possono accogliere le giovani nei percorsi di uscita dal carcere o nelle situazioni in cui risultino praticabili misure differenti dalla permanenza in istituto.
Una rete territoriale più ampia consentirebbe di individuare soluzioni adeguate alle esigenze individuali delle ragazze, favorendo la continuità educativa e il sostegno durante il passaggio verso contesti esterni alla detenzione.
Un secondo aspetto riguarda l'assistenza sanitaria. Secondo quanto emerso dal sopralluogo, la presenza di un medico anche durante il fine settimana contribuirebbe a migliorare la disponibilità del servizio sanitario all'interno della struttura.
Si tratta di esigenze evidenziate dal Garante nell'ambito di una valutazione che considera sia le condizioni materiali dell'istituto sia i servizi destinati alle persone ospitate.
Fanfani: rapporti sereni tra personale e detenute
La visita ha permesso di osservare direttamente anche le relazioni quotidiane all'interno dell'IPM di Pontremoli.
Il Garante ha riscontrato un clima disteso nei rapporti tra le ragazze e gli operatori, caratterizzato da dialogo diretto e da un livello di confidenza considerato favorevole allo svolgimento delle attività educative.
Le dimensioni contenute della struttura consentono una gestione ravvicinata delle relazioni, aspetto che può contribuire alla conoscenza delle esigenze individuali e alla costruzione di percorsi personalizzati.
Il quadro osservato viene quindi descritto come positivo, pur nella consapevolezza che la qualità dell'assistenza dipende anche dalla disponibilità di servizi esterni e dalla collaborazione con le istituzioni competenti.
Carcere di Massa, confronto tra Fanfani e il sindaco Persiani
Accanto alla verifica effettuata a Pontremoli, il Garante regionale ha incontrato il sindaco di Massa, Francesco Persiani, per affrontare le questioni relative alla tutela dei diritti delle persone detenute nella Casa di Reclusione cittadina.
Il colloquio del 14 ottobre è stato descritto come aperto e costruttivo. Al centro della discussione sono state poste le criticità legate alla realtà penitenziaria locale e la necessità di rafforzare gli strumenti istituzionali di protezione delle persone private della libertà.
Un tema specifico ha riguardato la possibile istituzione del Garante comunale e del Garante provinciale dei detenuti, figure che svolgono funzioni di osservazione, ascolto e tutela rispetto alle condizioni di detenzione e all'accesso ai diritti fondamentali.
Fanfani ha ribadito l'importanza di una presenza territoriale diffusa di questi organismi, ritenendola necessaria per assicurare interventi di supporto e attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità.
Il Garante si è riservato di approfondire gli elementi emersi durante l'incontro con il sindaco, con l'obiettivo di individuare possibili soluzioni per rafforzare il coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
La rete dei garanti locali per la tutela dei diritti
Secondo Fanfani, la collaborazione tra organismi regionali, amministrazioni comunali e istituzioni provinciali rappresenta uno strumento utile per rendere più efficace il controllo delle condizioni detentive.
La presenza di garanti locali può favorire l'individuazione tempestiva delle problematiche, il dialogo con le direzioni degli istituti penitenziari e l'attenzione verso esigenze specifiche, comprese quelle sanitarie, sociali e assistenziali.
Il confronto avviato a Massa proseguirà attraverso ulteriori approfondimenti, mentre per l'IPM di Pontremoli il monitoraggio ha restituito una situazione caratterizzata da presenze contenute, attività educative regolarmente organizzate e rapporti interni giudicati favorevoli.
Restano tra gli aspetti da sviluppare l'ampliamento delle possibilità di inserimento nelle comunità socioeducative e una maggiore copertura sanitaria durante i giorni festivi, due elementi individuati come possibili miglioramenti nell'assistenza offerta alle giovani detenute.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to