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Fondi europei, Scarpellini a Bruxelles: Province contro l’accentramento

12/06/2026

Fondi europei, Scarpellini a Bruxelles: Province contro l’accentramento

La presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, ha firmato a Bruxelles la dichiarazione politica finale del summit europeo “Bringing Cohesion Closer”, ospitato il 10 giugno nella sede del Comitato Europeo delle Regioni. Al centro dell’incontro, promosso da Partenalia, la richiesta di riconoscere un ruolo più forte alle Province e agli enti di area vasta nella programmazione e nell’attuazione delle politiche di coesione.

Il summit europeo e la posizione delle Province italiane

Al tavolo europeo hanno partecipato rappresentanti delle autorità intermedie locali di diversi Paesi, chiamati a confrontarsi sul futuro della politica di coesione e sul rapporto tra istituzioni europee, Stati, Regioni e comunità locali. Per l’Italia erano presenti, insieme a Scarpellini, il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci e il vicepresidente di Partenalia, il consigliere provinciale lucchese Luca Menesini.

La posizione portata a Bruxelles dagli amministratori italiani è stata netta: le Province si oppongono all’ipotesi di una gestione più centralizzata dei fondi di coesione, con risorse assegnate direttamente agli Stati membri anziché ai livelli territoriali. Una scelta che, secondo gli enti di area vasta, rischierebbe di allontanare le decisioni dai luoghi in cui gli interventi devono essere realizzati.

“Il progetto della Commissione Europea di centralizzare la gestione dei fondi di coesione, assegnandoli direttamente agli Stati membri anziché alle Regioni e agli Enti locali, trova le Province del tutto contrarie”, ha dichiarato Scarpellini. La presidente ha spiegato di aver rappresentato al Comitato delle Regioni l’opposizione degli enti intermedi, chiedendo che il partenariato europeo valorizzi il loro ruolo nella riduzione delle diseguaglianze tra centri e periferie.

Risorse, territori e capacità amministrativa

Nel confronto europeo è emerso con forza il tema dell’efficacia amministrativa. Secondo quanto richiamato durante il summit, anche alla luce delle analisi della Corte dei conti sul Pnrr, i livelli istituzionali più vicini ai territori, in particolare Province e Comuni, hanno spesso mostrato maggiore capacità operativa e tempi più rapidi nell’attuazione degli interventi rispetto alle amministrazioni centrali.

“Le Province non chiedono nuovi spazi per rivendicazione istituzionale, ma per efficacia amministrativa”, ha sottolineato Scarpellini. Per la presidente della Provincia di Livorno, gli enti intermedi garantiscono equilibrio e perequazione territoriale, trasformando le risorse disponibili in servizi concreti. Il nodo, ha aggiunto, è governare le esigenze dei territori per ridurre le disuguaglianze e rafforzare chi opera quotidianamente nelle comunità locali.

Menesini e Pierucci: fondi più vicini alle comunità

Sulla stessa linea è intervenuto Luca Menesini, che ha richiamato il rischio di un progressivo accentramento delle scelte e delle risorse a livello europeo. “Le Province sono il livello che tiene insieme Regioni, Stato e territori, e che soprattutto intercetta i bisogni reali dei cittadini, a partire dai piccoli Comuni e dalle aree interne”, ha affermato.

Anche Marcello Pierucci ha rilanciato una posizione critica verso i modelli eccessivamente centralizzati. Secondo il presidente della Provincia di Lucca, Province e Comuni conoscono direttamente le necessità delle comunità e hanno dimostrato di saper utilizzare le risorse disponibili. “La vera sfida della coesione europea è riportare i fondi dove servono e per ciò per cui sono stati pensati”, ha dichiarato, chiedendo il pieno coinvolgimento degli enti locali nella programmazione e nell’attuazione delle politiche europee.

Dal summit di Bruxelles esce dunque una linea condivisa: la coesione europea, secondo gli amministratori presenti, deve restare uno strumento di equilibrio territoriale e non trasformarsi in un meccanismo di concentrazione delle decisioni. Il tema riguarda direttamente servizi, infrastrutture, sanità, sviluppo locale e tenuta delle aree interne, cioè il rapporto concreto tra istituzioni europee e cittadini.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.