Fnsi agli editori: utili in crescita, ora rinnovare il contratto
03/08/2026
I risultati semestrali positivi comunicati da alcuni dei principali gruppi editoriali italiani riaccendono il confronto sul rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, scaduto nel 2016 e ancora applicato in regime di proroga. La Federazione nazionale della Stampa italiana accoglie con favore il miglioramento dei bilanci, ma invita gli editori a destinare parte della solidità economica raggiunta al lavoro giornalistico, alle retribuzioni e alla tutela dei collaboratori.
La presa di posizione arriva mentre la Federazione italiana editori giornali sollecita nuove risorse pubbliche per sostenere l’informazione professionale, l’occupazione, il pluralismo e la transizione digitale del settore. Secondo la Fnsi, tuttavia, i dati diffusi dalle aziende descrivono un comparto nel quale diversi gruppi registrano ricavi, margini e risultati netti positivi.
Rcs chiude il semestre con ricavi per 428 milioni
Tra i risultati richiamati dal sindacato figurano quelli di Rcs, che nel primo semestre del 2026 ha registrato ricavi per 428 milioni di euro, rispetto ai 426,2 milioni dello stesso periodo del 2025.
Il margine operativo lordo è rimasto stabile a 76,8 milioni, mentre la posizione finanziaria netta è risultata positiva per 17,2 milioni. Il dato è stato raggiunto dopo la distribuzione di dividendi per circa 36,4 milioni di euro e segna un ulteriore rafforzamento di 1,2 milioni rispetto alla fine dell’esercizio precedente.
Per la Fnsi, questi numeri dimostrano la capacità di alcune aziende editoriali di produrre redditività anche in una fase caratterizzata da trasformazioni tecnologiche, calo delle vendite della carta e cambiamenti nelle modalità di accesso alle notizie.
Risultati positivi per Sole 24 Ore e Mondadori
Il Gruppo Sole 24 Ore ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con margini operativi in miglioramento e un utile netto pari a 1,2 milioni di euro. Il risultato risulta superiore del 17,7% rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Anche Mondadori ha comunicato un semestre in crescita. I ricavi netti consolidati hanno raggiunto 415,9 milioni di euro, con un incremento del 6,8%. L’area Media ha generato ricavi per 35,1 milioni, segnando una crescita del 4,2%.
Il sindacato esprime soddisfazione per l’andamento delle imprese, poiché la stabilità economica può contribuire alla continuità delle testate e alla salvaguardia dei posti di lavoro. Allo stesso tempo, ritiene che i risultati rendano meno giustificabile la chiusura degli editori sulle richieste economiche e normative avanzate dai rappresentanti dei giornalisti.
Contratto fermo dal 2016 e redditi erosi dall’inflazione
Il contratto nazionale di lavoro giornalistico è scaduto da circa dieci anni. Secondo la Fnsi, nel frattempo le retribuzioni dei dipendenti hanno subito una perdita di potere d’acquisto vicina al 20% a causa dell’inflazione.
Il problema riguarda anche i collaboratori autonomi e i titolari di partita Iva, per i quali i compensi vengono giudicati spesso insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose. Il sindacato contesta inoltre la mancata apertura sul tema dell’equo compenso, considerato uno strumento necessario per contrastare pagamenti troppo bassi nel lavoro giornalistico non dipendente.
Per la Federazione, la crescita dei bilanci dovrebbe quindi essere accompagnata da un confronto concreto sul rinnovo contrattuale, sugli aumenti salariali e sulla definizione di tutele adeguate per tutte le forme di collaborazione.
La richiesta: aiuti pubblici legati al lavoro e alla qualità
La Fnsi non contesta in modo generale il sostegno pubblico all’editoria, ma chiede che le risorse siano collegate a obiettivi verificabili. Gli interventi dovrebbero sostenere la produzione di informazione professionale, l’indipendenza delle redazioni, l’occupazione regolare e la tempestiva applicazione dei contratti collettivi.
Secondo il sindacato, gli aiuti non devono tradursi esclusivamente in un aumento degli utili aziendali o nella distribuzione di dividendi, senza ricadute sulle condizioni di chi produce quotidianamente notizie e approfondimenti.
La posizione espressa dalla Fnsi apre quindi un nuovo fronte nel confronto con la Fieg: da una parte la richiesta degli editori di ulteriori misure economiche per accompagnare la trasformazione del comparto, dall’altra la domanda dei giornalisti di condividere i risultati positivi attraverso salari, diritti e investimenti nella qualità del lavoro.
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