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Val di Cornia, ARPAT: fiume Cornia in stato ecologico buono, criticità nelle falde

23/04/2026

Val di Cornia, ARPAT: fiume Cornia in stato ecologico buono, criticità nelle falde

Lo stato delle acque superficiali e sotterranee della Val di Cornia resta al centro dell’attenzione tecnica e ambientale, tra elementi di miglioramento e criticità che continuano a richiedere monitoraggio costante. Se il fiume Cornia ha raggiunto lo stato ecologico buono previsto dalla normativa europea, diverso è il quadro che emerge per le acque sotterranee della pianura, dove pesano sovrasfruttamento, ingressione salina e anomalie geochimiche naturali.

Il punto di ARPAT nel webinar sulla Val di Cornia

Il tema è stato affrontato nel secondo webinar dedicato a “Ecologia, biodiversità e paesaggio in Val di Cornia”, promosso dal Consorzio di bonifica Toscana Costa. Tra gli interventi tecnici, quello di Ilaria Rossi, in rappresentanza di ARPAT Dipartimento di Piombino-Elba, che ha tracciato un aggiornamento sullo stato dei corpi idrici del territorio, richiamando il sistema di monitoraggio previsto dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, recepita in Italia dal decreto legislativo 152 del 2006.

L’obiettivo fissato dalla normativa comunitaria è il raggiungimento dello stato buono per tutti i corpi idrici, attraverso attività di controllo, tutela e risanamento. In questo contesto, la Val di Cornia rappresenta un’area di particolare interesse, sia per le caratteristiche del suo reticolo idrografico sia per la pressione esercitata sulle risorse idriche da usi agricoli, ecosistemi e attività umane.

Il Cornia migliora sul piano ecologico, ma restano anomalie chimiche

Nell’analisi presentata durante il webinar, un’attenzione specifica è stata riservata al fiume Cornia, asse portante del sistema idrografico locale. Il corso d’acqua nasce nelle Colline Metallifere e sfocia nel golfo di Follonica, dopo un tratto profondamente modificato nel secolo scorso da interventi antropici. Un dato ritenuto rilevante riguarda l’assenza di scarichi urbani o industriali diretti nel fiume, elemento che incide in modo significativo sulla qualità complessiva del corpo idrico.

Dal punto di vista ecologico, il Cornia ha raggiunto, a partire dal triennio 2016-2018, lo stato buono previsto dalla normativa. Sul piano chimico, però, il quadro appare meno lineare. Nell’ultimo triennio 2022-2024 si sono registrate alcune anomalie occasionali rispetto alle concentrazioni massime ammissibili, tali da determinare uno stato chimico non buono.

Nel dettaglio, nella stazione “Cornia medio” a Suvereto, il dato negativo registrato in passato era associato alla presenza di mercurio, mentre più di recente, nel 2022, è stato segnalato un superamento puntuale relativo al nichel, senza tuttavia criticità nella media complessiva dei valori. Un andamento simile è stato osservato anche nella stazione “Cornia valle”, alla foce nel territorio di Piombino, dove ai superamenti storici del mercurio si sono aggiunti episodi isolati più recenti legati ancora al nichel.

Si tratta, secondo il quadro illustrato, di una situazione nel complesso sotto controllo, ma segnata da segnali localizzati che impongono continuità nell’osservazione e nell’analisi dei dati.

Le criticità più forti riguardano le acque sotterranee

Il nodo più delicato riguarda però le acque sotterranee della Val di Cornia, dove emergono problemi più strutturali. Il corpo idrico sotterraneo delle Pianure del Fiume Cornia presenta infatti due ordini di criticità. Il primo è legato a anomalie geochimiche, con valori di arsenico e boro superiori agli standard di qualità, individuati però come espressione di un fondo naturale.

Il secondo aspetto, più problematico sul piano gestionale, riguarda lo scarso stato chimico della falda, ricondotto a una condizione di sovrasfruttamento quantitativo. In sostanza, l’eccessivo emungimento ha favorito un deterioramento delle caratteristiche di potabilità, determinato dall’ingressione salina. È qui che si concentra una delle principali pressioni ambientali del territorio, con conseguenze che toccano sia il comparto agricolo sia la tenuta degli ecosistemi.

Monitoraggio e gestione sostenibile al centro del confronto

Il webinar promosso dal Consorzio di bonifica Toscana Costa si inserisce in un percorso di approfondimento più ampio, pensato per rafforzare la conoscenza della Val di Cornia e sostenere strategie integrate di tutela ambientale. La gestione sostenibile della risorsa idrica emerge come uno dei terreni più sensibili, in un’area in cui qualità delle acque, biodiversità, attività produttive e assetto del paesaggio restano strettamente intrecciati.

Il quadro presentato da ARPAT consegna dunque un’immagine doppia: da una parte i segnali positivi che arrivano dal fiume Cornia sul piano ecologico, dall’altra le fragilità persistenti delle falde, che richiedono attenzione tecnica, continuità nei controlli e scelte di gestione capaci di tenere insieme tutela ambientale e uso della risorsa.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to