Livorno presenta Bilancio di Genere e Atlante Urbano per una città più equa e inclusiva
31/03/2026
Livorno porta al centro del dibattito pubblico il tema dell’equità urbana e della lettura di genere delle politiche amministrative con un appuntamento inserito nel calendario di Marzo Donna 2026. Lunedì 30 marzo, alle ore 10, al Centro Donna della città sarà presentato un doppio percorso destinato a incidere in modo concreto sulla governance locale: il Bilancio di Genere e l’Atlante Urbano, due strumenti pensati per osservare la città da una prospettiva più attenta alle differenze, ai bisogni e agli squilibri che attraversano la vita quotidiana delle persone.
L’iniziativa è promossa dal Settore Istruzione, Giovani e Partecipazione insieme al Settore Urbanistica, Programmi Complessi e Rigenerazione Urbana e rappresenta un passaggio importante nel lavoro avviato dall’amministrazione comunale per inserire in modo strutturale la prospettiva di genere nelle politiche pubbliche e nella pianificazione del territorio. Non si tratta di un semplice approfondimento teorico, ma di un cambio di sguardo che punta a incidere sulle scelte amministrative, sulla distribuzione delle risorse e sul modo in cui gli spazi urbani vengono pensati, attraversati e vissuti.
Bilancio di Genere e Atlante Urbano, due strumenti per leggere meglio la città
Il Bilancio di Genere si concentra sull’analisi della distribuzione delle risorse pubbliche, valutando come queste incidano in relazione alle differenze di genere. Attraverso dati, indicatori e criteri di lettura più raffinati, lo strumento permette di misurare l’impatto concreto delle politiche comunali su donne, uomini e soggetti di genere non conforme. È un approccio che prova a spostare la questione dell’uguaglianza da un piano dichiarativo a uno verificabile, fondato su elementi osservabili e su una responsabilità amministrativa più precisa.
L’Atlante Urbano, invece, lavora sulla città come spazio materiale e simbolico. Si presenta come una mappatura qualitativa e quantitativa costruita a partire da tematiche di genere, con l’obiettivo di far emergere il modo in cui questioni come la cura, la violenza, il diritto alla città, la relazione tra lavoro produttivo e lavoro riproduttivo si traducano concretamente in spazi fisici, reti sociali, servizi e modalità di utilizzo del territorio urbano. In questa prospettiva, la città non viene osservata come un insieme neutro, ma come un organismo attraversato da differenze, accessibilità diseguali e bisogni che non coincidono per tutti.
Un modello che guarda alle esperienze di Barcellona e Bologna
Il percorso avviato da Livorno si ispira ad alcune esperienze già sviluppate in altre città europee e italiane, in particolare Barcellona e Bologna, che hanno introdotto strumenti di gender mainstreaming e atlanti di genere nella pianificazione urbana. Il riferimento a queste pratiche evidenzia la volontà di collocare anche Livorno in un quadro amministrativo più avanzato, dove il tema dell’inclusione non resta confinato alla dimensione sociale, ma entra nel cuore delle scelte urbanistiche, dei servizi e delle priorità di investimento.
L’obiettivo dichiarato è costruire una città più accessibile, inclusiva, identitaria e della prossimità. Una definizione che richiama una trasformazione non solo tecnica, ma culturale e politica. La prospettiva di genere, in questa lettura, non rappresenta un capitolo aggiuntivo dell’azione amministrativa, ma un criterio trasversale capace di orientare in modo nuovo il rapporto tra istituzioni, territorio e cittadinanza.
Sette ambiti tematici e un percorso partecipativo con la cittadinanza
L’Atlante Urbano sarà articolato in sette ambiti tematici: la città e la sua popolazione, il territorio, l’abitare, la città della cura, i servizi pubblici, gli spazi pubblici e la mobilità. È una struttura che consente di osservare il contesto urbano nella sua complessità, mettendo in relazione gli aspetti più materiali con quelli legati alla qualità della vita, alla sicurezza percepita, alla facilità di accesso ai servizi e alla possibilità di abitare pienamente gli spazi comuni.
Un elemento centrale del progetto sarà il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Il percorso prevede infatti Consigli di Zona, focus group, camminate esplorative e indagini partecipative, strumenti che permetteranno di raccogliere osservazioni, esperienze e criticità direttamente da chi vive la città ogni giorno. È un passaggio importante, perché restituisce al progetto una dimensione concreta e condivisa, evitando che resti una costruzione soltanto tecnica o accademica.
All’incontro del 30 marzo interverranno la vicesindaca Libera Camici, l’assessora Viola Ferroni e l’assessora Silvia Viviani. L’evento, ospitato al Centro Donna di Livorno, in Largo Strozzi 3, è aperto alla cittadinanza e a ingresso libero. La presentazione di Bilancio di Genere e Atlante Urbano segna così per Livorno un passaggio significativo: quello di una città che prova a interrogarsi su come rendere più giuste le proprie politiche, più leggibili le disuguaglianze e più inclusivi gli spazi in cui si costruisce la vita collettiva.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.